Valentina Carbone è un’affermata social media manager, giornalista e blogger. Esperta di personal branding é una tra le 10 blogger più seguite in Italia. Un percorso, il suo, che l’ha vista passare dal lavoro dipendente al lavoro autonomo, all’insegna del bisogno di trovare la propria dimensione ideale. E così, da travel blogger la sua professionalità si trasforma e si arricchisce fino ad imporsi come ideatrice di un brand per blogger e liberi professionisti. Valentina negli anni è diventata per i suoi clienti un punto di riferimento essenziale a cui si riconosce competenza e professionalità. E la sua attività, costruita con determinazione e costanza, è per lei, alla luce dei consensi ottenuti, motivo di orgoglio e grande soddisfazione.

Valentina vuoi raccontarci da dove ha preso le mosse la tua carriera di social media manager? Qual è stato il tuo vissuto formativo e professionale?

Nasco in un piccolo paesino della Puglia dove ho coltivato la mia passione nei confronti della scrittura. Infatti, mentre ancora studiavo Lettere e filosofia all’università, i miei pomeriggi erano dedicati alle conferenze, alle interviste e alla stesura degli articoli. A vent’ anni non avevo ancora ben chiaro il mio futuro ma sentivo forte e chiara quella vocina dentro me che mi sussurrava di dover trovare la mia strada. Lontano dagli schemi, dalle logiche di progressione, dalle spintarelle, dal lavoro fisso e dal dover lavorare per una persona che non fossi io. Era una voce forte e chiara, sì, ma la verità è che non sapevo come trasformarla in realtà. Perché a  vent’anni nessuno ti insegna a farlo. Perché l’università non ti insegna a spiccare il volo ma tende a catalogarti come si fa con i libri.

Come approdi dal mondo accademico al social media management?

A me stava tutto terribilmente stretto. E sentivo di dover iniziare a muovere i primi passi anche se gli esami da fare all’università erano ancora tanti. Studiavo e scrivevo, studiavo e mi formavo, studiavo e non mi fermavo. Mai. La laurea, per me, è stata un punto d’inizio, quello che mi serviva per iniziare a capire cosa avrei potuto fare. Nel frattempo mi sono formata come Social media Management e  ho iniziai a inviare curricula. Il fato volle che a tre mesi dalla laurea ero seduta dietro una scrivania molto importante e con un ruolo che non credevo neanche di poter ricoprire.

Un lavoro come social media manager a tempo indeterminato. Una bella soddisfazione…

Sì, ero felice. L’indipendenza era arrivata ma allo stesso tempo mi sentivo bloccata, come se stessi correndo ma con le catene intorno al corpo. Amavo follemente quello che facevo ma, quando alle 18 tornavo a casa, ero un vaso di Pandora che, giornalmente, doveva scoperchiarsi per far uscire la propria creatività, voglia di innovare e di creare. Riversavo tutta l’energia nel mio blog che, inizialmente, era un posto dove scrivevo ogni cosa che mi passava per la mente. Avevo trovato un equilibrio ma non è durato tanto. Dopo due anni da lavoratrice dipendente, arrivarono le promozioni e balenava l’idea di poter avere il famigerato “posto fisso” che, per giunta, era in un’amministrazione pubblica. Il Sogno, insomma. Per gli altri, non per me. Quando iniziai a sentire i miei colleghi che parlavano di questa possibilità, iniziò a crollarmi la terra sotto ai piedi come se dovessi prendere una decisione e scappare.

E da lì, la svolta…

Fu un periodo strano, quello, perché insieme a questa complessa situazione da gestire ebbi la notizia del trasferimento di quello che, all’epoca, era il mio ragazzo. Dalla Puglia al Veneto. Mi sembrava un segno del destino. Avevamo già capito di essere fatti l’uno per l’altra e aspettavamo il momento giusto per iniziare a creare una vita insieme. Davanti a queste grandi scelte, non abbiamo dovuto neanche parlarne: sapevamo entrambi che il momento giusto era arrivato e dovevamo abbracciarlo con tutte le conseguenze del caso. Di lì a otto mesi la mia vita si è stravolta: ho dato le dimissioni, mi sono sposata e ho cambiato regione. Tutte scelte difficili da metabolizzare per chi mi era accanto ma che, ai miei occhi, erano così semplici perché sentite in ogni cellula del mio corpo.

A questo punto ti sarai proposta come social media manager in Veneto?

Il calendario social di Valentina

Sì. Qui è iniziato un nuovo capitolo della mia vita dove per i primi due anni ho cercato di replicare la vita che avevo in Puglia, cercando l’azienda perfetta in cui lavorare. Si sono susseguite una serie di belle e brutte esperienze finché non è arrivata quell’azienda per la quale ho passato cinque colloqui fino alla selezione finale, ricaduta su un’altra candidata. Lì si è palesata una parte del mio carattere che ancora non conoscevo: ho fatto di tutto affinché riprendessero in mano la mia candidatura e così è stato. Dopo poco ricevetti il contratto da firmare per e-mail. Ricordo benissimo quel momento: ero in autostrada e, al primo autogrill, mi fermai per leggere la mail. Riprovai la stessa emozione provata, giù in Puglia, quando mi dissero che l’assunzione si stava avvicinando. «Non è la mia vita – pensai – non voglio lavorare senza essere felice e orgogliosa di me stessa!»

È qui che scegli di lavorare autonomamente, di utilizzare le tue competenze per creare qualcosa di tuo…

Da quel giorno in poi si sono susseguite una serie di azioni e decisioni che mi hanno avvicinata sempre più verso me stessa iniziando a lavorare in maniera autonoma. A partire dal trasformare il mio blog in uno strumento di lavoro che mi ha permesso di viaggiare, in lungo e in largo, grazie agli sponsor e grazie al riconoscimento di migliaia di persone che hanno portato quel blog ad essere tra i dieci più seguiti in Italia in ambito travel. Nel 2017, poi, si é compiuta una magia : ho scoperto di essere incinta della mia prima meraviglia e mentre lei cresceva in pancia, cresceva in me la voglia di creare un mio brand. Ad aprile 2018 nasce Iris e, dopo qualche mese, nasce #Inspiration, il mio marchio creativo per blogger e liberi professionisti che vogliono comunicare con strategia sui social network.

Se dovessi fare un bilancio professionale cosa evidenzieresti?

Valentina e la sua agenda creativa

Sono trascorsi tanti anni da quella proposta di contratto rifiutata e sono tremendamente orgogliosa di non averla accettata perché ciò che mi rende felice è l’indipendenza ed è lavorare per me e per i clienti che io stessa mi scelgo. Ad oggi posso dire di aver venduto più di 10.000 copie dei miei prodotti, sia fisici che digitali, oltre ad aver avuto l’onore di conoscere e seguire centinaia e centinaia di clienti che adoro e di cui adoro i  progetti, che sento anche un po’ miei. Perché quello che faccio è elaborare delle strategie per sviluppare una comunicazione efficace attraverso il web, è gestire i social media, è creare grafiche e video, è ideare piani editoriali personalizzati, è motivare, è esserci. Sempre.

 

 

 

2 Comments on Valentina Carbone, social media manager. “Orgogliosa di quello che ho creato”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *