Sara Rattaro, rinomata scrittrice italiana, ha sempre coltivato la passione per la scrittura sin dall’infanzia. Laureata in biologia, lavora per alcuni anni come rappresentante farmaceutico prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Il suo romanzo Un uso qualunque di te ottiene un grande successo vendendo rapidamente 20.000 copie. Nel 2015 Niente è come te vince il prestigioso premio Bancarella. L’ultimo romanzo, dedicato a Marie Curie, rappresenta, secondo l’autrice, un modo per chiudere un cerchio, unendo la passione per la scienza con la narrativa. Attraverso la sua scrittura, Sara esplora le sfaccettature della vita, creando personaggi complessi e storie coinvolgenti che hanno conquistato il cuore di molti lettori. Con oltre venti romanzi all’attivo, ha abbracciato completamente la sua passione, diventando una scrittrice a tempo pieno e continuando a ispirare con le sue opere.

Sara, vuoi raccontarci qual è stato il tuo precorso formativo e professionale prima di arrivare ad essere la scrittrice che sei oggi?

Sono una biologa di formazione, laureata con la convinzione di diventare una ricercatrice o una scienziata, almeno nei miei sogni di ragazza. Appartengo a una generazione che ha vissuto un forte dualismo culturale tra le discipline scientifiche e letterarie, dove la passione per una sembrava escludere l’altra. Io ero una di quelle ragazze che si destreggiava bene in varie discipline, senza eccellere in nulla di particolare.

Ho scelto di intraprendere gli studi scientifici principalmente per la mia passione e curiosità verso la scienza. Anche se la prospettiva di maggiori opportunità di lavoro ha giocato un ruolo non indifferente nella mia decisione. Dopo la laurea in biologia, ho lavorato come informatore farmaceutico per quasi 15 anni. E devo dire che ho trovato soddisfazione nel lavoro, apprezzandone gli aspetti positivi e riuscendo a superare quelli negativi.

Come nasce la passione per la scrittura?

La passione per la scrittura mi ha accompagnato fin dall’infanzia, ma mai avrei immaginato che sarebbe diventata la mia professione. Nonostante avessi un lavoro gratificante, sentivo un vuoto interiore che mi spingeva a cercare concretezza nella parola scritta. Così ho deciso di comporre una storia completa anziché frammenti, trovando in questo impegno una soddisfazione che ha lenito l’inquietudine che mi accompagnava. Scrivendo, ho sperimentato una profonda calma e realizzazione, capace di contrastare le ansie del passato. La scrittura è diventata il mio rifugio, un modo per esplorare e dare voce alla complessità della vita. Sorprendentemente, ho cominciato persino a trovare bellezza in me stessa, un passaggio epocale per molte donne. Attraverso le parole, ho acquisito fiducia e una forma autentica di espressione, accettando pienamente quella che ero. Ora la scrittura è parte imprescindibile della mia identità, una compagna di viaggio nella ricerca della mia vera essenza.

A questo punto suppongo che tu desiderassi pubblicare questa storia…

La ricerca di un editore per il mio romanzo è stata una lunga sfida durata sette anni, segnata da confusione e incertezza. Quest’esperienza da scrittrice mi ha reso empatica verso gli aspiranti scrittori, consapevole della solitudine e delle sfide che affrontano nel cercare di emergere. Ma la vita è fatta di incontri e, grazie ad alcuni, significativi, ho avuto l’opportunità di far valutare il mio manoscritto. E finalmente ho trovato un editore per il mio primo romanzo Sulla sedia sbagliata. Sono stata fortunata?  Non so…Penso però che la fortuna non sia tanto una questione di eventi straordinari, ma piuttosto di consapevolezza e capacità di cogliere le opportunità che si presentano. La fortuna sta nell’intuire e saper leggere i segnali che la vita ci offre, non solo nel caso puro. E quel momento non è stato la conclusione di un viaggio, ma l’inizio di una nuova avventura: un capitolo straordinario della mia vita.

Le cose quindi cominciano a cambiare…

Durante la promozione del romanzo vengo catapultata in un mondo vibrante fatto di incontri, eventi e scoperte. Esperienze che contribuiscono a farmi conoscere e a comprendere la realtà editoriale, che fino a quel momento mi era estranea. Poi, nel 2011, mentre mi dedicavo alla stesura del mio secondo romanzo, un altro incontro importante. Quello con Silvia Meucci, che sarebbe diventata la mia agente letteraria: una figura essenziale sia dal punto di vista professionale che personale.

La pubblicazione di Un uso qualunque di te nel 2012 sarà un trionfo inaspettato: 20.000 copie vendute in una settimana! Un risultato che ha confermato la solidità del mio impegno e la mia passione per la scrittura. E che mi spingerà a studiare le tecniche di storytelling per crescere ulteriormente come autore. Così mi decido anche a lasciare la mia attività di informatore farmaceutico per dedicarmi completamente alla scrittura. Volevo seguire il cuore.

Cominci quindi a prendere consapevolezza dell’essere ormai una scrittrice?

Dopo aver lasciato il mio lavoro per inseguire il sogno di diventare scrittrice, ho vissuto un momento di incertezza. «Chissà se ho fatto bene?», mi chiedevo. Ma, inaspettatamente, dopo soli sei mesi, ho vinto il premio Bancarella che ha confermato la validità della mia decisione, aprendo la strada a nuove opportunità e realizzazioni. Ricordo che quella sera mentre mi premiavano ho proprio pensato: «Non ti pentirai mai di questa scelta, è la scelta giusta!». Da allora, ho pubblicato diversi romanzi, sono ormai al ventitreesimo, e si sono sviluppate tantissime altre cose.  Mi sono avvicinata sempre di più al mondo della scrittura creativa e all’insegnamento. Insegno a scrivere perché tutto quello che ho imparato, adesso, lo metto a disposizione degli altri. Ho fondato una casa editrice insieme a mio marito, con una collana dedicata alle grandi donne della storia e offro una piattaforma per pubblicare romanzi e condividere storie significative.

Quanto questa trasformazione ti ha cambiata? Ed è cambiata la tua percezione di te come scrittrice?

“Io sono Marie Curie”
L’ultimo romanzo di Sara Rattaro

Il mio percorso di crescita personale è stato un viaggio ricco di cambiamenti e scoperte interiori. Ho imparato ad amarmi di più e ad accettare me stessa completamente. Questo cambiamento è stato graduale ma profondo, catalizzato da esperienze significative come diventare madre, che hanno ridefinito le mie priorità e prospettive sulla vita.

Mi sento incredibilmente fortunata a poter fare ciò che amo ogni giorno. Indossare abiti comodi ogni mattina, ad esempio: un gesto semplice che mi ricorda di essere autentica e di coltivare il benessere interiore. Questo sentimento di gratitudine e realizzazione mi accompagna costantemente nel mio viaggio di crescita personale.

Quanto alla ragazza che una volta sognava di diventare scrittrice, ora posso dire di essere diventata una scrittrice affermata. Vivo della mia scrittura e credo che continuerò a farlo ancora per un po’.

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