Sara Corsi è una donna dinamica e piena di voglia di fare. E, come ama ripetere, di dare. La passione per l’ordine e l’organizzazione che l’hanno sempre contraddistinta la spingeranno ad un certo punto della sua vita ad intraprendere una nuova formazione per diventare Professional Organizer. Consapevole del fatto che non tutti nascono organizzati offre i suoi servizi a chi ha “bisogno di migliorare le proprie capacità organizzative e di semplificare e rendere meno caotica la vita”.

Sara, come ti definiresti professionalmente parlando? Cosa fai come Professional Organizer?

Sono una Professional Organizer e aiuto ad organizzare gli spazi che ci circondano e a gestire il tempo per uno stile di vita meno stressante. Che significa anche più sano e migliore, perché gestire bene il tempo ti consente di arrivare alla fine della giornata più serena e rilassata.  Così come vivere o lavorare in un ambiente ordinato ed efficiente ci fa sentire meglio. Aiuto i miei clienti ad individuare quelle che sono le priorità e a ridurre la procrastinazione, che è comunque umana. E questo permette di avere del tempo per sé. Tempo per leggere il tuo scrittore preferito, per dedicarti ai tuoi affetti, o a te stessa, senza altri pensieri per la testa. Possiamo dire quindi che io mi occupo di organizzare spazio e tempo.

Qual è stato il tuo percorso professionale e come sei arrivata ad essere una Professional Organizer ?

Di professione e formazione sono contabile, ma ho sempre avuto questa capacità organizzativa che a me personalmente dava grande soddisfazione. Si tratta della capacità di gestire, non solo le mie cose e i miei spazi, ma anche i miei tempi. Devo però riconoscere che per questa dote sono stata spesso presa in giro, perché le persone precise e ordinate sono spesso considerate eccessive, per così dire. Col passare degli anni ho comunque continuato a coltivare questo mio amore per l’ordine e l’organizzazione, nell’ambito domestico e lavorativo, perché mi faceva stare bene. Finché un giorno ho letto su un giornale locale che chi aveva queste doti poteva farne un mestiere. Quest’articolo mi ha aperto una prospettiva nuova ed ho cominciato a raccogliere informazioni. Ho approfondito e ho scoperto che in America aveva un nome: Professional Organizer.

Suppongo che questa sia stata una rivelazione importante per te…

Certo, perché tra le altre cose ho scoperto che la capacità organizzativa è una dote innata e solo una piccola percentuale delle persone la possiede. Ma si può imparare e anche insegnare. Ho cominciato allora ad informarmi, a leggere, e molto del materiale che trovavo era in inglese, perché in America questa disciplina esisteva dagli anni ’80. Più leggevo e più mi dicevo: “Questa sono io!”. Mi riconoscevo in quel profilo e l’argomento mi interessava sempre di più. A quel tempo, non avevo ancora 50 anni, non avevo figli ma avevo un compagno che smorzò i miei entusiasmi quasi sul nascere. Non vale la pena rimettersi in gioco professionalmente quando sei nella fase discendente del tuo percorso lavorativo, era in sintesi il suo pensiero. E io mi lasciai dissuadere. Qualche anno dopo questa persona decise di continuare la sua vita con qualcun altro, e io mi ritrovai sola…

Prima

A volte la vita ci mette davanti a situazioni anche dolorose che però si rivelano nel tempo delle opportunità. È stato così anche per te?

Sì, perché da quel momento l’idea di intraprendere una nuova attività ha cominciato a occupare sempre più spazio nei miei pensieri e quindi ho cercato di concretizzarla. Ho fatto un corso a Torino, ho ripreso a leggere e ad informarmi, ho creato un sito, poi un blog, dedicati al mio lavoro. Lavoro che ha iniziato a decollare anche grazie ai social che hanno contribuito a farmi conoscere. Di queste cose non sapevo praticamente nulla, ho dovuto imparare ad usare questi strumenti, a costruire il blog e ad espormi. E tutto è nato dalla voglia di reinventarmi, dalla mia esigenza di affermare che si può sempre imparare, anche a 50 anni. Anzi a 50 anni si possono fare tante cose e questo mantiene giovani ed entusiasti della vita. Oggi la mia giornata è veramente piena anche perché continuo ad aggiornarmi e ad imparare, senza abbandonare la mia attività di contabile.

Come riesci ad organizzare il tuo tempo, a dividerti tra le tue attività?

Per ora riesco a conciliare questa attività con la mia professione primaria. Ho tutti i week end molto impegnati e per fortuna riesco a coordinare bene i miei impegni. Attualmente tengo anche dei corsi sulla riorganizzazione del guardaroba e sul decluttering che interessano molto, soprattutto le persone giovani, le ragazze. O percorsi sulla gestione del tempo. Oltre ad organizzare spazi e tempi, mi occupo anche di traslochi che sono molto brava a pianificare. Non faccio quindi solo la sistemazione del guardaroba, ma mi occupo di ogni ambiente perché ogni ambiente mi piace. In America, del resto, il Professional Organizer si occupa di tutta l’organizzazione della casa perché altrimenti sarebbe un’attività per me limitante.

Come si svolge concretamente la tua attività di

Dopo

Professional Organizer?

Allora, il cliente mi contatta su WhatsApp oppure mi scrive su Instagram e da lì facciamo un colloquio conoscitivo. Perché io ho bisogno di capire quelle che sono le sue necessità, le sue esigenze. Devo inoltre sapere qual è la situazione di partenza, di quali spazi dovrò occuparmi, se è un armadio, la cucina o tutta la casa. Se in quella casa vive un single o una famiglia, perché in questo caso occorrerà un altro tipo di approccio, raccolgo quindi informazioni sul cliente. Cerco di conoscere il suo stile di vita, di sapere se passa poco o molto tempo in casa, come sono strutturate le sue giornate. Se è possibile, se le distanze me lo consentono, faccio un sopralluogo per vedere gli spazi da riorganizzare, altrimenti possiamo farlo anche tramite video. Da questo sopralluogo, comunque, posso stabilire di quanto tempo avrò bisogno e quindi pianificare il mio lavoro.

Quindi è in questa fase che, con il cliente, vengono stabiliti gli obiettivi che guideranno il tuo lavoro?

Esattamente. Poi, una volta che il programma è stato realizzato io lo lascio, diciamo, sedimentare. Dando così modo al cliente di provare e verificare se fa effettivamente per lui o se dobbiamo prevedere degli aggiustamenti. Perciò i miei clienti vengono seguiti nel tempo per consentire loro di vivere la nuova organizzazione domestica e sperimentarne gli effetti positivi.

Qual è secondo te lo scopo della tua attività di Professional Organizer?

Non è quello di avere una casa perfetta, asettica come una sala operatoria, occorre sfatare questa paura. Ogni intervento viene portato avanti con la collaborazione del cliente e nel rispetto della sua personalità. Perché io non impongo la mia idea di ordine, devo lavorare tenendo conto delle esigenze della persona che ho davanti e della sua specificità. Per questo il mio lavoro è fatto di aggiornamento continuo, di studio, di ascolto e osservazione.

Che cosa rappresenta per te il tuo lavoro? Che cosa ha significato nel tuo processo di crescita personale?

A me piace l’ordine, la pulizia, la funzionalità nella gestione dei tempi e degli spazi. E questo perché l‘ordine nelle cose è rappresentativo dell’ordine mentale. Inoltre, è appurato che fare ordine nello spazio esterno a noi influisce anche sul nostro assetto mentale, sul nostro umore e sulla nostra serenità. Mi spiace di non essermi dedicata prima a questa attività anche se il mio lavoro di contabile mi è sempre piaciuto. Forse però desideravo qualcosa di più o qualcos’altro che mi facesse maggiormente appagata. Io avevo un vuoto, un senso di mancanza, forse perché non ho figli, ed ero alla ricerca di qualcosa che riempisse questo vuoto. Una passione ed è questo che il mio lavoro di Professional Organizer ha rappresentato per me. Sentivo di avere tanto da dare e questo lavoro mi permette di donare agli altri qualcosa di me e mi riempie di soddisfazione.

Che cosa ti ha dato la tua professione?

In questo lavoro ho imparato tanto, già il fatto di usare i social, di scrivere, di espormi, è stata una sfida. Anzi una grande sfida, una cosa non da poco per me. Quando ho deciso di diventare Professional Organizer mi sono completamente dedicata a quest’attività, senza ascoltare nessuno. Sono andata avanti per la mia strada, dando prova di determinazione. E poi è stato importante perché ho conosciuto molta gente, persone che vivono lontane e ci si sente, ci si incontra. E tutto questo è bello! È bello sentire la gente che ti ringrazia perché il tuo lavoro l’ha aiutata a stare meglio, è gratificante. Sono convinta che si debba sempre essere grati nella vita, anche per le piccole cose. Quindi sono grata per quello che mi ha dato e continua a darmi questa attività e per l’entusiasmo e la passione con cui la faccio.

Quanto sei cambiata grazie a tutto questo percorso fatto di lavoro, studio, apprendimento e riflessione su te stessa?

Mi sento una donna diversa. Questo aprirmi agli altri mi ha riempita di soddisfazioni: è gratificante, mi dà gioia e contentezza. Io so cosa voglio adesso. Voglio vivere come dico io, come decido io e chi vorrà stare al mio fianco non dovrà tarparmi le ali. Sono sempre stata una donna forte ma tutte queste esperienze mi hanno fatto diventare una donna sicura di se stessa. Dico quello che devo dire, coi dovuti modi senza timori, entro facilmente in contatto con le persone. Sono piena di passioni, progetti ed entusiasmo. Sono una donna diversa e mi piaccio di più.

 

 

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