Marialuisa Morelli, osteopata e ideatrice del metodo Face taping, è senza alcun dubbio la maggiore esperta di tecniche di ringiovanimento non invasive in Italia. Il suo percorso professionale è caratterizzato da una continua ricerca di miglioramento e perfezionamento, culminata con l’introduzione del metodo Face taping in Italia. Una svolta che l’ha resa celebre. Questa tecnica, originaria della Corea, prevede l’applicazione di cerotti elastici sul viso per correggere asimmetrie e attenuare i segni del tempo. Combinando il Face taping con le sue conoscenze osteopatiche, Maria Luisa ha creato un metodo che riduce dolori, infiammazioni e tratta patologie come la paralisi facciale, promuovendo l’autoguarigione. Grazie alla sua divulgazione sui social, soprattutto su Instagram, la dottoressa Morelli è diventata una vera e propria star, intervistata dalle principali riviste femminili italiane, da Elle a Vogue a Marie Claire e altre ancora.

Marialuisa, vuoi raccontarci il percorso che ti ha portato al Face taping?

Mi sono laureata in Fisioterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e ho lavorato come posturologa per molti anni. Quasi dieci anni fa, ho intrapreso la carriera di osteopata specializzandomi nel cranio-sacrale e pediatrico.  Poi, durante la pandemia, ho affrontato un problema personale: un basalioma, un piccolo tumore della pelle che ha compromesso la struttura muscolare del mio viso. Avendo già subito interventi chirurgici in passato, ho deciso di cercare un’alternativa non invasiva per migliorare la situazione. Mi sono perciò concentrata sulla parte del viso più danneggiata, utilizzando l’atlante del corpo umano come guida. Ho ripreso un vecchio master in taping kinesiologico, una tecnica diffusa in Corea da oltre vent’anni, sperimentandola su me stessa e verificandone gli effetti. E il mio viso, applicando il tape adeguatamente per un periodo di 2-3 settimane, è migliorato visibilmente. Gli zigomi sono tornati tonici e l’aspetto stanco è diminuito: un risultato davvero incoraggiante!

Quindi sei partita da un’esigenza personale anche per evitare ulteriori interventi chirurgici?

Proprio così. Io ho sempre avuto paura della chirurgia e non volevo subire ulteriori traumi. Questa mia iniziativa, nata quindi dalla necessità personale di affrontare un mio problema di salute, si estenderà poi a persone con problematiche simili. Perché il desiderio era anche quello di aiutare gli altri. E così ho iniziato, aiutando uomini e donne con cicatrici importanti o paralisi facciali. In Italia, con il mio approccio osteopatico, sono stata la prima a sperimentare il taping kinesiologico sul viso. Volevo offrire un approccio diverso al trattamento del volto, educando i pazienti a trattarsi in sicurezza anche autonomamente.

Arriviamo dunque al successo del tuo Face taping

Questa esperienza personale mi ha spinto a sviluppare un metodo che non solo migliora l’aspetto estetico, ma promuove anche un concetto di bellezza autentico e sano. Per farmi conoscere e promuovere questa nuova tecnica, ho condiviso il mio know-how sui social media, creando video che hanno ottenuto sempre più visualizzazioni. Durante la pandemia di Covid-19 poi, l’interesse per la cura del viso è cresciuto esponenzialmente, aumentando l’attenzione sui miei metodi. L’efficacia del taping kinesiologico, specialmente in combinazione con la mia formazione osteopatica, è apparsa sempre più evidente. Inoltre, questo approccio è diventato popolare, soprattutto grazie alla collaborazione con Clio e il suo team. Tre anni e mezzo fa, il primo video con ClioMakeUp ha portato il taping facciale all’attenzione di un pubblico più ampio. La collaborazione con ClioMakeUp ha contribuito a diffondere questa tecnica sui social, dove continuo a ottenere riscontri positivi.

Ma il Face taping funziona? E qual è il tuo approccio al paziente durante la consulenza?

Quando una persona viene da me, che sia in consulenza online o in presenza, inizio sempre con un’analisi strutturale e funzionale del viso. Elimino le tensioni che causano i segni visibili, come la ruga del pensatore tra le sopracciglia, che può derivare da diverse cause: diastasi addominale, cattiva postura, o stress emotivo. Come osteopata viscerale, mi concentro prima sulla causa della sofferenza e poi fornisco soluzioni personalizzate. Se il paziente segue costantemente le mie indicazioni, inclusi l’attenzione all’alimentazione e all’uso corretto del taping, i risultati sono visibili già dopo un mese e durano nel tempo. Il taping funziona creando una stimolazione continua sulla pelle, non è una soluzione temporanea. Il cerotto corregge le informazioni scorrette che abitualmente inviamo al nostro corpo, portando a un miglioramento duraturo.

Alla luce della tua evoluzione professionale, c’è qualcosa che hai compreso e che vorresti trasmettere alle donne?

Il messaggio che voglio trasmettere alle donne è di guardarsi allo specchio con amore, non solo con occhio critico. Per me, bellezza non significa perfezione, ma amare le proprie imperfezioni. È importante vedersi belli anche con qualche segno sul corpo, interpretando quelle cicatrici come richieste di aiuto e trattandole con cura. Dobbiamo imparare a vedere nelle piccole rughe non solo difetti, ma segni di una sofferenza momentanea del corpo. Da osteopata, vedo queste rughe come espressioni di un disagio temporaneo, come un blocco del sistema linfatico o circolatorio. È importante comprendere la causa di queste sofferenze per poterle trattare efficacemente.

Quanto sei cambiata durante questo tuo percorso di crescita personale e professionale?

A volte penso che, se la me stessa di oggi potesse parlare con la ventenne che ero, sarei stata una ragazza molto meno timida e insicura. Avrei avuto meno paura di mettermi in discussione. Nonostante fossi consapevole di essere una donna carina, non mi sentivo sicura di me stessa. Oggi, invece, ho una luce e una sicurezza che sono evidenti agli altri quando mi incontrano. Ho acquisito una maggiore consapevolezza e fiducia in me stessa, e questo è qualcosa che cerco di trasmettere anche ai miei pazienti. Ora, quando mi guardo allo specchio, non vedo più i miei presunti difetti, ma mi concentro sui miei punti di forza. Questa nuova sicurezza mi ha aiutato a vedere me stessa in una luce diversa e più positiva. Mi auguro che il mio lavoro possa aiutare altre persone a fare lo stesso, ad amare le proprie imperfezioni e a trovare la propria bellezza autentica.

 

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