consulenza d'immagineDelphine Paganotto, nota consulente d’immagine, si occupa da molti anni di formazione e offre i suoi corsi a professionisti del settore. Francese di nascita e formazione, ha scelto di vivere in Italia, a Milano, dove riesce a cogliere e a coniugare sapientemente il meglio dello stile dei due paesi. Colta e competente è una donna che è stata in grado di cambiare nell’ambito del fashion in un percorso di trasformazione che l’ha vista da lavoratrice dipendente ad autonoma, da stilista a consulente d’immagine, personal shopper sino a formatrice e ideatrice di un corso che è la sintesi del suo sapere.

Delphine in che cosa consiste esattamente il tuo lavoro? Cosa fa un consulente d’immagine? Chi sono i tuoi clienti?

Mi occupo di formazione, cioè insegno a coloro che saranno futuri consulenti d’immagine, o che già lavorano in un settore specifico, gli elementi imprescindibili della consulenza d’immagine. I miei clienti sono per la maggior parte dei professionisti nel mondo della moda e beauty.  Ho tanti parrucchieri, personale di negozi di prêt à porter e quindi ho creato dei pacchetti specifici per le loro esigenze professionali, ciascuno con le sue peculiarità.

Hai sempre lavorato nel mondo della moda, ma qual è il tuo background?

Sono francese e ho completato la mia formazione in Francia, a Marsiglia, come stilista di moda. All’inizio io volevo occuparmi di prêt à porter di lusso e ho cercato di lavorare come stilista, in Francia e anche in Italia, oppure nella maglieria, ma in quell’ambito c’era bisogno di una formazione specifica che non possedevo. Qualche anno dopo ho ottenuto anche un diploma di grafica informatica. Queste competenze mi hanno permesso di entrare in un’agenzia di consulenza di immagine e affiancare una direttrice molto in gamba che mi ha insegnato la professione. Sono stata quindi incaricata di costruire i corsi di formazione professionale di consulenza di immagine e in questo caso ho dovuto imparare da autodidatta, leggendo, informandomi e studiando soprattutto su testi francesi e americani.

Dunque, in Francia lavori in quest’agenzia e ti occupi di consulenza di immagine, e poi?

Nel 2012 sono diventata ufficialmente formatrice e questo mi ha permesso di insegnare nelle scuole di moda e con clienti privati. Intanto andavo elaborando l’idea di creare un corso tutto mio, idearlo e costruirlo passo dopo passo e così, quando sono venuta in Italia, mi sono dedicata a questo progetto per 3-4 anni. Ho poi deciso di scrivere una mia guida che ho costantemente aggiornato partendo da 370 pagine e arrivando a 1200! Da quello che so non esiste finora una pubblicazione dedicata alla consulenza d’immagine così consistente. Qualche tempo dopo sono tornata a vivere in Francia a Parigi, dove è nato il mio bambino, e ho insegnato questa professione agli stilisti di moda con ottimi riscontri perché queste conoscenze permettono di arricchire le competenze di un futuro stilista. Sono poi tornata in Italia e ho insegnato in una scuola di moda a Milano e in seguito anche in Russia.

Qual è secondo te il senso del tuo lavoro come formatrice di consulenti d’immagine? Perché è importante?

Quando si cura una persona occorre studiare le sue peculiarità, i suoi colori, la sua figura, volumi e proporzioni, facendo attenzione a non metterla a disagio. Insegno ad utilizzare le schede con la morfologia che meglio le si avvicina e mi avvalgo di un book dello stile che ho creato, in cui individuo circa dieci stili che non corrispondono alle tendenze moda. La cliente sceglie lo stile che più le piace, indipendentemente dal tipo di vita che conduce, e poi, in base a questo, cerchiamo di conciliare le sue scelte con la sua quotidianità. Tante donne che hanno magari avuto un passato difficile, un’esperienza dolorosa, con il relooking riescono a ritrovare sé stesse, a sentirsi meglio. E questo perché quando trasmetti un sapere con entusiasmo e passione si crea un rapporto di empatia e di fiducia. C’è una sorta di riconciliazione della cliente con l’abbigliamento, quasi una rinascita!

Parlaci un po’ del tuo corso. Com’è articolato?

È un corso online costruito su power point che poi trasformo in pdf, ma ho tanti studenti che vengono anche in sede. Visualizziamo insieme l’immagine e io presento le slide che ho scritto e le spiego. Approfondisco uno dopo l’altro i vari argomenti che sono quelli classici della consulenza d’immagine: colorimetria, armocromia, morfologia, lo styling, i dress code professionali, eventi, attività, la costruzione del guardaroba, lo shopping ed altro. In totale ci sono 34 moduli. Ho anche uno spazio dedicato al trucco, con una predilezione per il trucco minerale, che ha una sua peculiarità e specificità. Sono prodotti in cui credo molto, perché naturali, organici e mi piacciono perché la loro texture e il loro effetto può essere modulato facilmente e non danneggiano la pelle. L’ho inserito nei miei corsi perché in Francia quando si offre una consulenza di immagine ci si occupa anche del trucco della cliente.

I tuo percorso professionale sembra essere in continuo divenire, è così?

È proprio così! Quest’anno compirò 51 anni e ho sempre voglia di fare, di creare, di imparare. Non voglio adagiarmi, ho bisogno di nuove sfide anche perché la passione per il mio lavoro è sempre viva e ardente. Dobbiamo capire che le donne di oggi non sono più come quelle di una volta che ad una certa età avevano concluso il loro percorso di crescita e apprendimento. Io non mi vedo così, mi sento molto attiva, energica, piena di idee e di voglia di fare, di creare, di scoprire e anche di imparare.  Ecco, non mi voglio fermare solo perché sulla carta d’identità c’è una data che definisce la mia età, perché secondo me niente ci può fermare se si ha la volontà e la determinazione. Mi reinvento costantemente, anche se è un modo di reinventarsi sempre legato al mondo che conosco e che deriva dalle mie competenze.

Quali sono allora i tuoi prossimi obiettivi?

I miei prossimi obiettivi sono la versione inglese del mio corso che mi permetterà di avere una clientela più internazionale e finalmente la pubblicazione del mio libro, che data la varietà degli argomenti trattati potrebbe essere suddiviso in più volumi. Sarà comunque un manuale più agile, di facile consultazione, adatto anche ai non professionisti. Un altro progetto sarebbe quello di proporre ai negozi di prêt à porter multimarca che hanno il loro shop online di inserire delle schede di consigli per l’acquisto. Si tratterebbe di creare all’interno del loro sito una sorta di guida, offrire cioè delle schede informative grazie alle quali riconoscere la propria silhouette.  In questo modo si avrebbe a disposizione uno strumento utile per effettuare le scelte più adeguate.

consulenza d'immaginePerché dunque lo studio dell’immagine e la consulenza sono importanti?

La consulenza di immagine è solo il risultato evidente di qualcosa che in realtà è sempre esistito. Un tempo erano i nobili, gli aristocratici, che ricorrevano al consulente di immagine e si vestivano in un certo modo a seconda del momento della giornata e dell’evento. È stato così per secoli, perché attraverso l’abbigliamento tu venivi riconosciuto come tale: il tuo status sociale e anche intellettuale si vedeva dal tuo abbigliamento. Questo è rimasto fino ai giorni nostri; certo si è più democraticizzato, ci vestiamo tutti in modo più uniforme ma il riconoscimento rispetto all’abbigliamento è rimasto nelle nostre menti. Ci permette ancora oggi di identificare, di inquadrare una persona osservando il suo modo di vestire, e questo perché l’abbigliamento è un modo di dire chi sei, trasmette qualcosa di noi, di chi siamo e del posto che abbiamo nel mondo.

Cosa rappresenta per te il tuo lavoro? E che cosa ami della tua attività?

È una parte importante di me, è quello che mi piace fare. Ho sempre amato il mondo della moda e della bellezza e mi sono sempre interessata a questa realtà. Grazie agli strumenti di cui mi avvalgo sono sicura della mia professionalità e la mia competenza mi spinge a cercare nuovi traguardi, nuove sfide. E poi mi dà tanta soddisfazione, nella formazione di consulenza di immagine, trasmettere un sapere che consentirà ai miei studenti di vedere le clienti felici di aver trovato o ritrovato se stesse, di essersi riconciliate con una parte di sé o di aver fatto emergere una parte che avevano sempre tenuto a bada o nascosta. Perché alla fine è questo il senso del mio lavoro: attraverso la consulenza d’immagine la gente si sente più bella e più felice e questa per me è la cosa più importante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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