Il percorso di Daniela, influencer dal gusto raffinato e dalla grande sensibilità estetica con oltre 100mila follower su Instagram, è un viaggio affascinante. Un’ avventura che si è dipanata a partire dagli studi linguistici per proseguire con una carriera nell’azienda di logistica di famiglia. Dopo un periodo in cui ha scelto di occuparsi della famiglia Daniela ha sentito l’esigenza di un’affermazione personale, dapprima attraverso l’arte culinaria e poi imponendosi come icona virtuale. Con un occhio per il dettaglio e una passione per l’estetica ha modellato la sua presenza online come un’opera d’arte, offrendoci immagini di bellezza fatta di sapiente artigianato, arte, design, natura e molto altro.

Daniela oggi sei un’infuencer affermata. Ma qual é stato il tuo percorso da studentessa di lingue a una carriera nel settore logistico?

La mia vita è stata un percorso ricco di cambiamenti e crescita: a 25 anni ho potuto concretizzare il sogno di lavorare con l’estero. E questo ha aperto le porte a nuove prospettive e dato inizio a un capitolo vibrante fatto di viaggi e successi. Ho abbracciato la sfida con entusiasmo, immersa in culture diverse e arricchendomi di esperienze che hanno contribuito a rendermi la persona che sono diventata.

Tuttavia, questa vita frenetica e lontana da casa ha portato inevitabilmente a un punto di svolta emotivo. Quel momento è stato un campanello d’allarme e ha sottolineato la necessità di un cambiamento radicale, un segnale che non potevo ignorare. Ed é stato il catalizzatore di una riflessione profonda sulla mia vita: é a quel punto che ho deciso di dedicarmi alla famiglia e a mia figlia che sarebbe nata dopo qualche tempo.

Come ti reinserisci nel mondo del lavoro, dopo esserti dedicata alla cura e alla crescita di tua figlia?

Sono intrinsecamente imprenditrice, così ho deciso di integrarmi nell’azienda di mio marito, che gestisce un bistrot a Trezzo sull’Adda. E, sfruttando i miei contatti, mi sono trasformata in organizzatrice di eventi. Ero la figura che dietro le quinte provvedeva a mettere insieme tutto: dal cibo alla location ai fiori alla musica, trasformando queste occasioni in momenti speciali. Ma l’arrivo della pandemia ha cambiato le cose e allora mi sono convertita all’organizzazione di eventi aziendali, perché era necessario gestire certe situazioni in modo più intimo.

Ma ecco arrivare una trasformazione ulteriore, un salto

Sì, ancora una trasformazione. Insieme a un giovane collaboratore decidiamo di concentrarci sulla preparazione delle basi culinarie, inclusi processi come le cotture, la realizzazione di salse e la produzione di pasta fresca. Con l’appoggio di una cucina esterna estendo la proposta, che inizialmente era focalizzata principalmente sul mio bistrot, ad altri ristoranti. E il progetto si è ampliato con successo, trovando applicazione in contesti più ampi. Ed ecco quindi che oltre ad organizzare eventi mi occupo di trasmettere la mia idea del cibo e della sua presentazione. Perché in queste occasioni è importante assaporare anche con gli occhi!

A questo punto decidi di aprire un profilo Instagram. Come è avvenuto questo passaggio che si rivelerà col tempo molto importante?

Seguendo il consiglio di amici e familiari, ho aperto un account Instagram per condividere la mia passione per il design e l’arte. Inizialmente offrivo consulenze in arredamento e viaggi, ma la potenza visiva di Instagram ha catturato la mia attenzione, trasformandosi in una sorta di “mio diario” per conservare ricordi stimolanti. Nonostante le mie iniziali esitazioni verso i social media, ho gradualmente accettato le richieste di follower, suscitando un crescente interesse nel giro di circa due anni. La mia esperienza su Instagram ha poi preso rapidamente una dimensione internazionale, coinvolgendo persone da tutto il mondo grazie alla mia conoscenza delle lingue acquisita durante gli studi e i viaggi. La mia community, prevalentemente femminile, è diventata un luogo di condivisione e scambio di storie ed esperienze di vita, con connessioni significative che abbracciano diverse culture, dall’Australia al Giappone, dalla Germania al Sud Africa.

Con il tuo account @ambraecannella ti occupi anche di moda e di artigianato. Sei a tutti gli effetti un’influencer. Qual è il messaggio che vuoi veicolare attraverso questa piattaforma?

La mia generazione, quella dei nati negli anni sessanta, ha imparato a preservare le cose, sfidando la cultura dell’effimero. Investire in oggetti di qualità è un gesto di responsabilità verso il pianeta e una forma di espressione personale che sfugge al consumismo imposto dal sistema della moda. Vorrei far comprendere che investire in prodotti di qualità può inoltre anche essere un modo di esprimere il proprio stile senza cadere vittima del sistema della moda che spinge al consumo e allo spreco. E questo è un insegnamento che mi piacerebbe passasse alle giovani generazioni.

Che cosa ha rappresentato e rappresenta oggi per te quest’avventura sui social e il tuo essere ormai un’influencer?

L’aspetto interessante è che questo coinvolgimento su Instagram si è gradualmente trasformato in una sorta di lavoro. Brand e aziende hanno iniziato a contattarmi per collaborazioni e io costruisco progetti che vanno oltre l’effimero della moda. Non cerco solo di indossare, fotografare e pubblicare, ma voglio trovare il momento giusto, sentirmi in sintonia. La mia personalità forte mi rende poco incline ai compromessi, e sebbene la moda non sia la mia priorità, fa comunque parte del mio bagaglio culturale.

In definitiva, il mio percorso su Instagram ha rappresentato un’evoluzione inaspettata, trasformando un semplice coinvolgimento sociale in un lavoro significativo.

Quest’ esperienza mi ha profondamente cambiata, aprendomi a connessioni e apprendimenti che mai avrei immaginato. Il mio ruolo di influencer ha acquisito nuovi significati, confermando che la bellezza può essere un ponte tra le persone, un messaggio di speranza e un’opportunità di crescita personale e collettiva.

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