Cristina, fashion blogger di No time for style è una donna dotata di un’eleganza naturale che fa di lei una maestra di stile. Pacata e mai sopra le righe, appare consapevole di sé e delle proprie competenze in fatto di moda e lifestyle. In poco tempo è riuscita a ritagliarsi uno spazio sul web dove, rivolgendosi al pubblico femminile over 40, condivide il suo sapere in fatto di moda, beauty e persino finanza.   

Cristina sei ormai una digital creator affermata sui social dove possiamo seguirti, oltre che sul tuo blog trilingue, anche su YouTube e Instagram, ma hai un passato e una formazione in un settore molto maschile come quello della finanza, è così?

Sì, come formazione sono laureata in economia aziendale. Ho lavorato in banca nel settore finanziario, come gestore patrimoniale, ero abbastanza in carriera. Il lavoro in quest’ambito era interessante ma non appassionante, in più era un settore fortemente gerarchico mentre io credo di essere fatta per lavorare in autonomia. Il lavoro indipendente permette di vedere una correlazione più diretta fra i tuoi sforzi e i risultati: sia i successi che i fallimenti sono tutti tuoi e questo a me piaceva molto.  Così, quando sono nati i miei figli, ho deciso di mettermi in proprio, non staccandomi completamente dal settore economico e dato che sono bilingue (italiano-tedesco) ho aperto un ufficio di traduzioni, revisioni e redazione di testi, specializzato nel settore economico finanziario. Attività che faccio tuttora: ho una mia azienda e lavoro soprattutto con banche, istituti finanziari, con diversi uffici federali.

A questo punto sei un un’imprenditrice di successo con un’attività consolidata che dura nel tempo nel campo delle traduzioni quando, nel 2018 succede qualcosa…

Nel 2018 apro il mio blog No time for style, inizialmente come hobby. È partito tutto da un lavoro che avevo scelto di fare su me stessa, perché con i bambini piccoli e un po’ di monotonia quotidiana avevo cominciato a considerare lo shopping un po’ come un hobby. Allora ho cercato di capire il perché di questo comportamento e per liberarmi degli eccessi e non ripetere certi errori, ho cominciato a leggere e a informarmi. All’epoca erano temi trattati soprattutto da autrici americane che si occupavano di guardaroba capsula con pochi capi selezionati. Così alla fine, forte delle conoscenze acquisite e del mio vissuto, ho deciso di dire la mia e, proprio perché certi eccessi non mi piacevano, ho cominciato a raccontare la mia esperienza. Dopo di che mi sono dedicata ad altri argomenti quando ho ritenuto di essere diventata decisamente più minimalista.fashion blogger

Quindi hai cominciato ad espandere la tua attività di fashion blogger ad altri social dedicandoti oltre che alla moda, a beauty e finanza e hai pubblicato anche un libro…

Sì, qualche tempo dopo tante persone hanno cominciato a suggerirmi di raccogliere alcuni dei miei articoli in un libro, e così ho fatto. Ho pubblicato una breve guida pratica su Amazon, The Chic Factor: Come vestirsi bene spendendo poco e avere un guardaroba da favola, che è andato ben oltre le mie aspettative. Da lì ne è nata una piccola collana di manuali e l’anno scorso ho proposto un corso, con anche unità video, dedicato allo stile e a come semplificarsi la vita. Queste pubblicazioni, rivolte a donne che hanno una vita piena di impegni, sono il prodotto dei suggerimenti che mi venivano dalle mie lettrici. Ricevo molta posta e le idee e gli input che mi arrivano da chi mi segue si rivelano spesso spunti interessanti per i temi da trattare. E poi per i contenuti mi informo, leggo, seguo anche alcune youtuber straniere da cui prendo ispirazione.

E qualche tempo dopo esordisci anche su YouTube. Un altro grande passo…

Ma guarda, ho aperto il mio canale YouTube con qualche perplessità perché essendo una persona abbastanza riservata non avrei mai pensato che fosse nelle mie corde, mentre sentivo più mia la dimensione di blogger. Adesso però amo molto anche YouTube che ti dà un’immediatezza incredibile. Ho iniziato per puro caso nel 2020 perché volevo fare il lancio di un mio manuale, una sorta di work book di stile. Così ho fatto un piccolo video di presentazione che ha avuto un riscontro più che positivo e mi ha spinto a continuare. Anche lì tratto di moda in una chiave un po’ più sostenibile, come il decluttering, il guardaroba capsula, bellezza, lifestyle, consigli di stile per donne over 40. E poi con YouTube ho aperto un secondo canale, Cristina Nolli, che ha già decine di migliaia di iscritte, dedicato alla finanza personale. Anzi, direi più al buonsenso finanziario, che è molto seguito anche dal pubblico maschile.

Da chi è costituito il tuo pubblico, a chi ti rivolgi come fashion blogger e youtuber esperta di stile?

Io ho sempre presente quello che chiamo il mio avatar, ossia una donna tipo che per certi aspetti è simile a me, a cui io mi rivolgo quando scrivo i miei articoli sul blog o quando realizzo i miei contenuti e a cui, attraverso la condivisione, cerco di dare anche idee o suggerimenti che possano esserle utili. E questo avatar ha più di 40/ 45 anni, è una donna nel pieno della vita e anche con una vita piena. Può essere attiva professionalmente o impegnata nel volontariato, ma anche nella cura dei genitori anziani, oltre che della famiglia e della casa. Questa donna, che deve districarsi tra mille occupazioni ma che ci tiene a prendersi cura di sé, potrebbe avere interesse ai contenuti che propongo. Al mio pubblico femminile offro soluzioni per vivere comunque con stile ma senza spendere troppo tempo e senza perdere di vista l’aspetto pratico.

Com’è cambiata la tua vita professionale e quanto sei soddisfatta di quello che sei riuscita a costruire?

fashion blogger

La mia soddisfazione è aumentata moltissimo rispetto a quando lavoravo solo come traduttrice. Tradurre mi piace ancora ma soprattutto nell’ambito economico finanziario non c’è un grande spazio per la creatività. Io, dopo 25 anni, mi sentivo un po’ alienata e desideravo dedicarmi anche ad altro. Ci sono diversi aspetti che mi danno molte soddisfazioni in questa mia attività, i contatti con le aziende, ad esempio. Adesso ho tantissimi sponsor anche internazionali con i quali a volte, nel caso di aziende emergenti, nascono delle piccole consulenze nel settore del marketing dei social media. Quando invece lavoro con grandi colossi come Amazon o Zalando che hanno già una struttura dedicata a queste cose, ecco, lì per me è un’occasione di imparare. E da economista aziendale ti assicuro che questi temi mi interessano e mi piacciono ancora molto.

Ormai fra le fashion blogger rappresenti una voce autorevole. Quanto ti ha cambiata questa tua attività? Quanta nuova consapevolezza hai acquisito di te stessa e di quello che vuoi essere?

Per me dedicarmi al blog e ai social è stata anche una sorta di liberazione da certi modelli di donna in carriera, donna rampante. Io mi sono laureata all’inizio degli anni ‘90 dove questo modello era predominante. Dovevi fare tutto e tutto bene, sposarti entro i 30 anni, fare carriera ed essere sempre perfetta. E questo modello mi faceva sentire limitata. Con questo lavoro ho ritrovato un po’ la mia voce. Credo di essere una persona abbastanza riservata e un po’ con il blog, ma soprattutto con YouTube, ho cominciato ad esprimere le mie opinioni, che prima relegavo alla mia cerchia più stretta. Non sono mai stata molto coraggiosa nel far sentire la mia voce, soprattutto se era in contrasto con le persone che mi circondavano. Mentre ora, le rare volte in cui capita una critica o un commento negativo, me ne importa sempre meno, non ho più il desiderio di compiacere gli altri.

Ti sarai sicuramente dovuta confrontare con coloro che considerano youtuber e fashion blogger espressione di fatuità. Cosa rispondi a chi sottovaluta queste nuove professioni? E cosa rappresenta invece per te il tuo lavoro?

A me spiace e un po’ mi fa sorridere quando sento che alcuni ritengono che la moda e lo stile siano argomenti futili, perché secondo me futile è più il modo con cui si affrontano gli argomenti, anche quelli apparentemente seri. Molte mi scrivono condividendo con me frammenti della loro esistenza, raccontandomi come il tornare a prendersi cura di sé le abbia aiutate a superare un momento difficile, la perdita del coniuge, un divorzio o l’aver perso tutto durante il Covid. Quindi alla fine nulla è futile! Il mio lavoro mi ha dato un forte legame con tantissime mie coetanee che vivono le mie stesse esperienze e mi ha fatto sentire utile perché puoi anche parlare di moda, di un argomento apparentemente leggero e riuscire a toccare la vita di tante donne che poi te lo scrivono. E questo per me è molto gratificante e dà veramente un significato a quello che faccio.

 

 

 

 

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