Cristina ed Engreido

La storia di Cristina è una dichiarazione d’amore per gli animali e in particolare per i cavalli. Dal 1987 Cristina Libardi, insieme al marito Gianni De Marchi, gestisce il Paretaio, a Barberino Val D’Elsa, una struttura ricettiva davvero unica. Affacciata sulle colline del Chianti, fra ulivi e vigneti e immersa in un paesaggio che, per dirla con le parole della padrona di casa “sembra uscito da un dipinto del ‘400”. Il Paretaio offre ai suoi ospiti corsi di equitazione per principianti e di dressage per cavalieri esperti, ma non solo. E Cristina, che di questo luogo è la degna custode, testimonia con le sue parole la capacità di coltivare e realizzare i propri sogni. Che diventano veri quando sono alimentati dall’amore e dalla condivisione.

Cristina, la tua é una vita che si contraddistingue per il grande amore per gli animali e soprattutto per i cavalli che sono all’origine della tua svolta

Sì. Alle radici del mio cambiamento c’è senz’altro la passione per i cavalli, una passione condivisa da mio marito, senza il quale non avrei mai potuto cominciare quest’avventura. Eravamo molto giovani, appena sposati e, a Milano, avevamo già i nostri cavalli nei maneggi tradizionali. Siamo andati a fare un weekend in Toscana presso un’inglese, Jenny, che ospitava i turisti in una casa colonica offrendo la possibilità di fare escursioni a cavallo. Era una sistemazione molto rustica, a quei tempi non c’erano tanti agriturismi ma ci piacque subito la possibilità di fare passeggiate all’aperto, di vivere la campagna e di assaporare in sella un po’ di libertà. Così, al ritorno, mentre ero sotto la doccia nel nostro piccolo appartamento sul Naviglio e ripensavo a quell’esperienza, gridai a mio marito: “Gianni! Perché non facciamo come Jenny?”. E lui, senza alcuna esitazione, rispose: “Sì”. E da lì è cominciato tutto.

Cosa ha fatto scattare dentro di te quel week end con i cavalli?

Avevo pensato a Jenny con un senso di invidia. Ma non era vera invidia perché io, comunque, a Milano stavo molto bene. Facevo un lavoro che mi piaceva in un’agenzia di pubblicità, prima come copywriter e poi come PR. Entrambi avevamo una carriera interessante e promettente. Della scelta di vita di Jenny però mi aveva colpito il senso di libertà e coraggio che questa donna aveva dimostrato. Era stata una pioniera di questa forma di accoglienza, in un posto che a me, venendo da Milano, sembrava isolatissimo. Senza riscaldamento, con un factotum che cucinava e dove si cenava insieme agli ospiti: mi sembrava che questa persona avesse fatto un grosso salto. Così, con cognizione geografiche pessime abbiamo iniziato a selezionare annunci di case in vendita in Toscana. E dopo tre anni di ricerche e delusioni trovammo questa casa  e me ne innamorai, come ci si innamora di una persona!

Vi siete buttati quindi in quest’avventura…

Ci siamo impegnati nella ristrutturazione, quella essenziale, e abbiamo cominciato ad avere i primi ospiti che sono stati accolti con una modalità piuttosto spartana, all’inizio. I primi tre anni sono stati molto duri, molto faticosi, perché dovevamo occuparci veramente di tutto, dalle pulizie alla cucina, all’accudimento e all’allenamento dei cavalli. Ma gli ospiti che abbiamo avuto in quel periodo sono ancora oggi tra i nostri migliori amici. Abbiamo messo a cavallo i loro figli e hanno intessuto con questo luogo e con noi un legame solido e molto bello. Nel tempo l’attività è decollata e siamo riusciti a trasmettere la passione per questo luogo e per i cavalli anche ai nostri figli. E oggi nostro figlio Pietro, insieme alla sua ragazza inglese, si occupa della parte equestre e in futuro, probabilmente, ci sostituiranno gradualmente anche nell’ospitalità.

Cosa ha rappresentato per te questo cambiamento di vita?

Per me è stato innanzitutto la realizzazione di un sogno che avevo da bambina e che condividevo con mio marito. Vengo da una famiglia medio borghese e non ho avuto da piccola la possibilità di andare a cavallo perché era uno sport veramente d’élite. Eppure, benché amassi tutti gli animali sentivo per i cavalli un amore speciale, innato. E questi cavalli mi hanno dato tantissimo! Vivere qui mi ha dato la sensazione, straordinaria, di poter decidere sempre della mia vita e un grande senso di libertà. E poi abbiamo conosciuto persone stupende, provenienti da tutto il mondo, dalle professioni più svariate, e abbiamo imparato tante cose. Ovviamente ci sono stati anche momenti difficili, non da ultimo il Covid. Puoi immaginare cosa ha significato, lavorando prevalentemente con ospiti stranieri e con 35 cavalli da mantenere!

Hai realizzato questo sogno con la complicità di tuo marito. Avete mai avuto ripensamenti?

Assolutamente no e so di poterlo dire anche a suo nome. Questo progetto non si sarebbe mai realizzato se non avessi avuto la fortuna di trovare una persona con le mie stesse passioni. Ogni tanto mi chiedo: “Come faranno le coppie che non hanno una passione in comune?” Perché, per me, l’aver condiviso con mio marito e poi anche con i figli il piacere degli animali è stata una cosa bellissima. E anche l’aiuto di mia madre, che si è traferita qui occupandosi egregiamente della cucina, merita un grande tributo: è stata veramente importante! Perciò tutti noi siamo enormemente legati a questo posto. È un luogo davvero particolare perché dà assuefazione, anzi in genere la Toscana è come una droga, se ci si innamora non si riesce a farne a meno. E poi Il Paretaio, secondo me, è un posto speciale, perché gli ospiti e gli animali lo rendono speciale.

Cosa, invece, rende speciale il tuo rapporto con i cavalli?

Prima di venire qui avevamo esperienza di cavalli come cavalieri ma avere una scuderia é tutt’altra cosa. Abbiamo fatto un po’ di allevamento con grandi soddisfazioni, con nostro figlio abbiamo anche ottenuto dei risultati agonistici molto buoni. Ma al di là di questo io non riesco a pensare alla mia vita senza cavalli. Un cavallo non ti fa mai sentire solo, quando sei con un cavallo, lui è lì con te, c’è una relazione, una comunicazione continua non verbale; eppure, molto intensa e profonda. E poi i cavalli sono molto importanti secondo me per la ricerca e la costruzione di un equilibrio interiore. E mi hanno insegnato tanto! Mi hanno insegnato l’umiltà e l’onestà. Perché sono molto onesti, e l’esperienza di vita quotidiana con qualcuno che è sempre sincero, è straordinaria.

Quanto ha contribuito questa esperienza alla tua evoluzione come persona?

Ho imparato a conoscermi e ho potuto riflettere tanto su me stessa, su chi ero e chi sono. Sono una cittadina prestata alla campagna che ha dovuto imparare molte cose. Vado a Milano molto volentieri o a Londra, dove vive mia figlia, e sto bene, ma so che la mia vita é qui, in questi luoghi e tra questi paesaggi. Qui ho potuto creare un piccolo paradiso dei cavalli che é anche un luogo che fa bene alle persone che lo frequentano. Sono diventata molto più tollerante e ho mantenuto viva la mia curiosità verso gli altri, ospiti e stagiaires di diverse nazionalità. Ho visto delle bellissime energie in tutte le persone che frequentano questo posto che mi hanno molto arricchita. E mi hanno aiutato ad essere una persona migliore…

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