Chiara Simonini é titolare di Enjoy Coffee and More, il più grande show-room d’Italia dedicato all’oggettistica d’epoca inglese. Da 25 anni si occupa della vendita di porcellane, Sheffield, vetri, libri vintage, tazze, piatti, oggetti commemorativi, posate e tante curiosità. Chiara, come ama ricordare, ha fatto della sua passione un lavoro. Una passione fatta di viaggi in Inghilterra dove seleziona quelli che chiama, a ragione, i suoi tesori, da proporre alla clientela italiana. Competente ed esperta, è un vero pozzo di conoscenze che condivide nelle sue celebri dirette sui social dalle quali traspare il suo amore per l’Inghilterra e il vintage british. Un amore che ha radici antiche…

Chiara, oggi sei un’imprenditrice, gestisci da tempo Enjoy Coffee and More, ti occupi dello show room e della vendita online. Ma come è stato il tuo incontro con l’Inghilterra e l’oggettistica d’epoca inglese?

Tutto è cominciato con un viaggio a Londra, quando avevo 18 anni, che per me si è rivelato un vero e proprio colpo di fulmine. Ero andata a Londra con mia madre e mi sono innamorata subito della città. Avevo appena finito la scuola e non avevo ancora un’idea di quale indirizzo avrebbe preso la mia vita. Però mi era sembrato chiaro fin da subito che l’Inghilterra mi aveva, per così dire, colpito il cuore. Mi piaceva l’atmosfera e andare per mercatini, che è una cosa che mi ha affascinato all’istante. Così ho cominciato a pensare cosa avrei potuto fare per tornare in Inghilterra il più spesso possibile. Mi sono detta: o ci vado in vacanza ogni volta che posso o faccio diventare questo mio nuovo interesse un lavoro. Alla fine, questa mi era sembrata la via più percorribile e così ho cominciato.

Qual è stato allora il primo passo?

Ho fatto un po’ di gavetta con un antiquario di Modena, la mia città, partecipando a fiere e a mercatini. Lì ho avuto conferma di quanto questo tipo di attività mi piacesse, anche se gli articoli che questo antiquario trattava non erano propriamente nelle mie corde. Erano prevalentemente opere di fattura francese e britannica, sculture e dipinti. Ero molto giovane ma comunque questa è stata l’occasione per capire cosa mi piacesse e cosa volevo fare: occuparmi di antiquariato inglese. A quel punto ho aperto il mio primo negozio in centro a Modena, in via Cesare Battisti, che era la via degli antiquari. Era un negozio piccolissimo, non avevo quasi nulla da vendere ma mi sono fatta prendere dall’entusiasmo, dall’idea di avere uno spazio dove esporre quello che amavo. E con un po’ di incoscienza ho preparato tutti i documenti necessari e ho aperto il mio negozio. Avevo 22 anni.

Come hai costruito la competenza professionale che ti contraddistingue?

Durante la gavetta ho studiato, ho fatto dei corsi anche di restauro di mobili ma poi per quanto riguarda le ceramiche ho studiato da sola. Ho letto molto e poi tanto ha fatto l’esperienza.  La passione in questi casi significa molto perché quando sei circondata quotidianamente da questi oggetti non puoi fare a meno di desiderare di conoscere. Ho imparato a conoscere e riconoscere i marchi, mi sono documentata. Andavo in Inghilterra spessissimo, battevo i mercatini, le case d’aste, le fiere e negli anni mi sono costruita una rete solida e ben collaudata. All’epoca chiaramente tutto era molto più complicato rispetto ad oggi. Non c’era internet e anche fare una telefonata poteva essere molto costoso. Era molto impegnativo, anche gli spostamenti erano più difficili.

La scoperta dell’Inghilterra e delle sue atmosfere così particolari ha costituito per te un autentico punto di svolta. Che cosa ti ha affascinato, e perché?

Non so dirti perché, ma ho sempre sentito un feeling inspiegabile che non ho avuto per altri paesi. Non l’ho avuto per la Francia, e non me ne vogliano i francesi, anche se sarebbe stato più comodo e più facile dato che la Francia è più vicina. È legato soprattutto a come mi sento quando sono in Inghilterra, perché quando sono lì mi prende una carica e un buon umore difficile da spiegare. Quando sono un po’ giù, io vado a Londra e là rinasco.

E come spesso succede anche la tua vita privata è stata profondamente influenzata dall’Inghilterra e dagli incontri sul suolo britannico…

Proprio così. Ho conosciuto mio marito in Inghilterra, anche se lui è di Bologna. La sua famiglia però aveva una ditta di trasporti, con sede a Londra e a Bologna, specializzata in antiquariato per l’Italia. Ogni tanto quando c’era la necessità lui andava a Londra, in occasione delle fiere e gestiva le consegne qui in Italia. Ci siamo conosciuti lì, dove suo padre vive ancora, anche se in realtà lui abitava a 20 minuti da casa mia. Quindi alla fine è stato come se le cose coincidessero perfettamente.

Tuo marito comincia quindi a lavorare con te. Ma come arrivate a creare Enjoy Coffee and More?

Lo spazio in negozio non ci bastava più e quindi ci siamo spostati in un magazzino dedicandoci alla vendita all’ingrosso. Al web invece mi ci sono avvicinata con difficoltà perché non ho un buon rapporto con la tecnologia. All’epoca andavano molto le fashion blogger che si mostravano con l’outfit del giorno e così ho pensato di fare la stessa cosa. Avrei mostrato ogni giorno una tazzina diversa in cui prendere il caffè, e da lì è nato tutto. La mia idea era quella di sdoganare l’uso di queste ceramiche nella quotidianità, oggetti da usare, più che da esporre ed esibire. All’inizio avrei voluto collaborare con i miei clienti antiquari che però erano molto scettici. Così, dopo un po’ di tempo, ho deciso di vendere direttamente. Poi ho cominciato ad aprire il mio show room al pubblico prima due volte all’anno, adesso un week end al mese.

Che spazio occupa nella tua vita Enjoy Coffee and More ? Cosa rappresenta il tuo lavoro?

Tantissimo. Ho lavorato tanto per costruire tutto questo, sette giorni su sette, tra il negozio e i mercatini e sono contenta del percorso che ho fatto. Quindi è fonte di soddisfazione. Ma il mio lavoro per me significa gioia, la gioia di venire qua ogni mattina. Mi piace stare qua dentro ed essere circondata dagli oggetti che amo. Perché io sento di appartenere a quel mondo lì, all’Ottocento, all’Inghilterra. A una dimensione che non è quella attuale a cui invece non sento di appartenere.

Cos’altro ti piace di questo lavoro?

Quello che mi piace di questo lavoro è soprattutto entrare in contatto con persone che la pensano come me, che hanno il mio stesso sentire. Questo spazio, come anche la mia pagina, costituisce di per sé un filtro. Ci arriva chi già ha un interesse che è simile al mio e che quindi posso sentire vicino a me. Vengono qua persone che amano quello che io amo. Alla fine, amiamo gli stessi luoghi, gli stessi libri, gli stessi film, le stesse cose; perciò, c’è una forte sintonia. E questo è bellissimo perché mi fa sentire parte di un gruppo, di una comunità: una comunità di anime affini.

 

 

 

 

 

 

 

 

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