ottocento Regency e vittorianoAntonia Romagnoli, blogger, autrice di fantasy e romance di ambientazione Regency e vittoriana, è una donna appassionata, divertente, ma anche seria e rigorosa nella sua attività di ricerca storica. Abile divulgatrice, gestisce una pagina Facebook, “Il salotto di Miss Darcy: storia, letteratura, costume e arte delle epoche Regency“ dove intrattiene i suoi ospiti con dirette sempre interessanti e ricche di curiosità. È esperta del gruppo Regency and Victorian che si occupa di Ottocento inglese nel quale si discute di cultura, costume, letteratura dell’epoca e sull’epoca.

Antonia, blogger, webmaster, scrittrice, una personalità vivace e poliedrica, è una donna le cui vicissitudini e la cui sensibilità estrema, rimandano per molti aspetti alle eroine dei romanzi ottocenteschi. Ma chi è veramente Antonia Romagnoli?

Io sono nata per scrivere, perché fin da piccola amavo raccontare storie e raccontarmi storie, amavo le poesie e scrivevo poesie. In terza media però ho perso mia madre, che era una letterata, e forse dietro questa scelta c’è anche il desiderio di sentirmi in qualche modo vicino a lei. Ho frequentato il liceo classico. Quando si è trattato di scegliere l’università la mia famiglia avrebbe voluto che mi iscrivessi ad una facoltà impegnativa come medicina ma in quel caso mi sono opposta. Temevo che avrei rivisto in ogni paziente mia madre e che sarei crollata. Così mi sono decisa e ho scelto la prima facoltà che mi sembrava potesse garantirmi in futuro una sicurezza economica: Scienze e Tecnologie Alimentari.  Mi interessava, all’epoca, soprattutto l’aspetto storico e culturale dell’alimentazione, lo stile di vita dei nostri antenati, la prospettiva igienica e anche sanitaria.

Un percorso, quindi, che sembra allontanarti dalla scrittura?

Esattamente, anche perché lo studio si concentrava molto sugli aspetti tecnologici e sorvolava su quelli storici e culturali. Il riavvicinamento alla scrittura comunque c’è stato dopo il matrimonio e la laurea. Ero rimasta subito incinta e mi sono trovata con una bambina e un computer, così ho cominciato a scrivere e ho scritto il mio primo racconto di fantascienza. Era il 2000, più di vent’anni fa… Anche qui ha giocato il dato biografico: mia madre aveva una passione nascosta per la fantascienza, i gialli, gli horror. E io, che ero entrata in possesso dei suoi libri, tra cui molti racconti brevi, meno impegnativi da leggere con la bambina piccola, tra un’incombenza e l’altra, mi sono sentita ispirata dalla fantascienza e dal racconto breve.

ottocento Regency e Vittoriano

Da questo momento, mi sembra di capire, comincia la tua nuova avventura da scrittrice…

Uno dei miei racconti ha partecipato ad un concorso di inediti di fantascienza e in quell’occasione sono stata introdotta nell’ambiente. Intanto ho avuto il mio secondo figlio ed è arrivata anche una depressione non riconosciuta. Perciò, tra il bambino e la mia insonnia ho cominciato a scrivere di notte. Ho scritto una storia fantasy, il mio primo lunghissimo romanzo, diventato una saga, La saga delle terre che, dopo una lunga ricerca di un editore, è stato pubblicato.

La scelta dei temi dipendeva dalle mie letture, dalla fantascienza ero passata al fantasy, poi però mi sono resa conto che stavo leggendo sempre più spesso romanzi storici. Quindi mi sono cimentata col romanzo rosa ambientato nel passato. E mi sono resa conto che non era possibile scrivere un romanzo di questo tipo senza conoscere approfonditamente il contesto e la realtà storica in cui la storia si svolgeva. Avevo bisogno di sapere, di conoscere, dovevo informarmi, studiare, e così ho fatto.

Hai ambientato i tuoi romanzi nell’epoca Regency e vittoriana e, da quello che dici, ti sei molto documentata. Che cosa ti affascina di questo periodo?

Del Regency mi affascina che sia un mondo pulito, ordinato, “con la delicatezza di un bucaneve”; è un po’ questa l’immagine a cui mi piace pensare. E del vittoriano quello che mi piace è lo sporco, il sangue, il disordine, la putrefazione, perché sono fatta dello stesso contrasto. Poi dall’altra parte ci sono i balli, i corsetti, fanciulle deliziose dagli abiti vaporosi che devono essere perfette, con tutti i riccioli a posto, e i loro cavalieri. Ma alla base c’è stato comunque un lungo lavoro di ricerca, un lavoro che continua anche oggi, perché se ad esempio parlavo di una scarpa dovevo sapere come era fatta, se descrivevo un banchetto volevo sapere cosa poteva essere servito. Studiando mi si era aperto un mondo e ho raccolto così tante informazioni e anziché tenerle per me ho cominciato a condividerle sul blog “Il salotto di Miss Darcy” che esiste ormai dal 2011.

ottocento regency e vittoriano

Quale posto occupa il blog nella tua vita professionale?

Il blog mi ha dato delle soddisfazioni notevoli, il numero delle visualizzazioni testimonia che c’è interesse per quello che scrivo e quello che faccio. C’è perfino una laureanda in Belgio che tradurrà alcune pagine del mio romanzo per la sua tesi, e questo non può che farmi piacere! Sono piccole e grandi cose che comunque costituiscono un motivo di soddisfazione. Una volta tutto il mio lavoro rappresentava una sorta di fuga dalla realtà, oggi invece posso dire che rappresenta una parte importante della realtà. E questo è senz’altro un passo in avanti perché della quotidianità me ne sono riappropriata grazie al lavoro e tutto fa parte del mio vivere. Vivo il blog come la condivisione di un dono, cioè io ricevo queste informazioni e attraverso la scrittura le diffondo, le condivido con gli altri. Questa mi sembra una cosa bella e importante.

E quanto c’è di te nell’Ottocento inglese?

Io ci sono tutta, io vivo lì. Credo che conoscere questo mondo rappresenti per noi un’autentica scoperta, la scoperta di un mondo particolare, perché la realtà italiana, anzi diciamo pure la realtà europea, dell’epoca era molto diversa. Perché quello che rende affascinante l’Inghilterra o la realtà inglese è la sua peculiarità. Il fatto che costituisse un unicum nel panorama europeo. Mi affascina l’epoca come mi affascina l’Inghilterra, con i suoi paesaggi, i cottage, le dimore aristocratiche. Attualmente però mi affascina anche la Scozia. Si tratta in fondo di ritrovare in entrambi i casi i luoghi letterari nella realtà, assaporare certi climi, i colori, i profumi di un’ambiente culturalmente diverso da quello in cui noi siamo immersi.

Che cosa ti ha dato la scrittura?

Quello che dà una storia d’amore: mi ha dato il brivido, la disperazione, m’ha dato le montagne russe. C’è stato il momento in cui non riuscivo ad andare avanti, in cui i personaggi non facevano quello che volevo io, ci sono stati momenti in cui ho riscritto più volte lo stesso passaggio. E poi c’è stato il tempo delle lacrime, in cui mi sentivo bloccata in una situazione: giorni davvero difficili! Ma poi c’è stato il momento in cui mi sono sentita fiera di me stessa e del mio lavoro. O addirittura l’attimo in cui sono arrivata a sorprendermi della mia scrittura, al punto da chiedermi: Ma l’ho scritto io? La scrittura è stata anche in questi anni la forza che mi ha mantenuto in vita, lo strumento che mi ha permesso di restare a galla e ne sono pienamente cosciente.

Anche la pagina Facebook “Regency and Victorian” è molto seguita e immagino per te motivo di soddisfazione.

La community Regency and Victorian va molto bene, la pagina Facebook è effettivamente molto seguita e con altre autrici si è creato un affiatamento e un legame umano. Parlare per un mese di un libro, portando ogni giorno nuovi argomenti su cui far riflettere il gruppo non è facile ma partecipiamo tutte con passione.  Con alcune amministratrici ci sentiamo, ci scambiamo idee, c’è una grande sintonia e posso dire che sono amiche importanti.

Ho trovato nel mio gruppo sorellanza, solidarietà, sostegno. Grazie al web ho incontrato le mie amiche e ho costruito il mio gruppo Regency and Victorian che è fatto di persone sensibili e che sento affini a me. Dico questo consapevole però dell’altro lato della medaglia, delle insidie che l’esposizione sul web può comportare, dalle invidie a vere e proprie ondate d’odio.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto valutando di usare YouTube per raccontare e per dire quello che so, divulgare Ottocento inglese: usi, costumi, regole non scritte, etichetta e altre curiosità. Mi sto anche dedicando ad un saggio sul Natale in epoca Regency e sto completando le mie ricerche. E poi c’è un libro sui fantasmi ambientato nel 1816, in un’atmosfera molto cupa ma molto intrigante.

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