Barbara è l’entusiasta ideatrice e titolare di AmeLÍB, brand di borse di ispirazione retrò impreziosite dall’uso di tessuti ricercati e da dettagli di grande effetto. Realizzate interamente a mano, le creazioni di Barbara rimandano a scrigni pregiati per donne dall’animo romantico. La possibilità di personalizzare e creare così la propria borsa si è rivelata la carta vincente per questa stilista che ha saputo uscire dai confini nazionali per arrivare in America, Francia, Lettonia fino ad Hong Kong.

Barbara, da qualche anno ti dedichi alla creazione di borse in tessuto. Come sei approdata a questo mondo?

La mia è una storia lunghissima. Innanzitutto io arrivo da Milano, dove ho vissuto per trentadue anni e storicamente non sono una sarta. Anzi, avevo una manualità pari a zero. Così ho fatto il liceo e ho frequentato per un po’ l’università. Poi per tredici anni mi sono occupata di organizzazione di eventi e congressi. Ho viaggiato, ho visto tanti posti belli e poi mi sono innamorata del mio attuale marito, che abitava a Castiglione delle Stiviere. Quindi ho chiuso un capitolo della mia vita e mi sono trasferita qui, nella campagna, nelle colline moreniche. Bellissimo posto, meraviglioso, però niente a che vedere con Milano, con la vita sociale, la cultura, con tutto quello che ti può offrire una grande città. Abbiamo costruito qui la nostra famiglia, sono arrivate le nostre figlie e per un po’ mi sono dedicata a loro.

Che cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco?

Mi mancava un po’ di movimento, avevo voglia di fare, perciò ho ripreso a studiare. Ho fatto tre anni di psicosomatica, sono diventata una naturopata e poi ho aperto una bioprofumeria online. Però anche lì mi sentivo insoddisfatta: passavo le mie giornate a fare pacchetti e a spedire prodotti ma di mio non ci mettevo niente. Non riuscivo a utilizzare la creatività che comunque sapevo di avere. A quel punto parto per una vacanza in Sardegna e un giorno, mentre prendevo il sole, ho avuto proprio la consapevolezza della mia insoddisfazione. Me lo ricordo benissimo, è emersa forte l’esigenza di fare qualcosa che creavo io, che facevo io. Così ho cominciato a parlarne, a rifletterci su e siccome la moda e gli accessori a me sono sempre piaciuti, ho deciso di provare a fare delle borse. È stata proprio una cosa che mi è arrivata così: un’ispirazione improvvisa.

Il primo passo verso la creazione di un tuo brand AmeLÍB

Proprio così…Tornata dalla vacanza cosa ho fatto? Ho comprato tessuti e una Singer meccanica, una cosa da cento euro e ho cominciato. Chiaramente ho combinato disastri, ero molto maldestra e logicamente non ero contenta del risultato. Allora ho preso informazioni online: ho trovato dei bellissimi video americani, un canale YouTube di una signora che proprio creava borse e ho cominciato a seguirla. Guardavo e provavo, solo dopo ho iniziato a disegnare cartamodelli. Ripeto, ho fatto migliaia e migliaia di tentativi, non lavoravo e quindi mi sono dedicata solo a quello. Era il mio hobby, e ci ho impiegato un anno e mezzo prima di essere soddisfatta di quello che facevo.

Tessuti pregiati e unici e ispirazione retrò contraddistinguono AmeLÍB. Come arrivi ad elaborare il tuo stile?

Devi sapere che oltre alla moda e agli accessori sono anche amante della storia e quindi ho messo insieme le due cose. Mi piaceva la storia del costume, lo studio degli accessori femminili dal ‘700 e ‘800 fino ai primi decenni del ‘900. Perciò ho pensato di fare le borse con lo scatto e i borsellini. E poi amo i tessuti, mi piace ricercarli, sceglierli e comprarli. Da donna io ho la stessa sensazione che provi quando compri un capo per te, una cosa che desideri. Ho cominciato rivolgendomi a produttori italiani, poi all’estero e ho scoperto i broccati e i tessuti indiani che hanno dei colori straordinari. Ho fatto delle ricerche meticolose e ho trovato delle persone che li producevano in India e quindi ho iniziato ad acquistarli, tutto via WhatsApp.

A quel punto cominci a mettere in vendita le tue borse

Inizialmente lavoravo da casa, creavo, pubblicavo e mi tenevo la borsa da parte. Non so perché ma le rifacevo ogni volta che qualcuno me lo chiedeva. Invece adesso mi gestisco un po’ in un modo diverso perché creo borse tutti i giorni e metto tutto nel mio shop online. Ho preso poi uno spazio per lavorare perché a casa non ci stavo più. Qui ricevo su appuntamento, così la cliente può vedere i tessuti e toccarli con mano. Si possono personalizzare, giocare coi colori, modificare i modelli. La stessa cosa faccio quando lavoro online: è un lavoro di ascolto e di scambio.

Ormai AmeLÍB è un marchio affermato, vendi molto anche all’estero. Quanto sei soddisfatta del tuo lavoro?

Guarda sto effettivamente vendendo bene in Italia e all’estero e sono certamente soddisfatta di quello che ho fatto, però voglio sempre migliorare. Voglio sempre fare cose nuove, sono spesso alla ricerca di qualcuno che mi possa realizzare le cose che ho in mente. Ho tante idee ma sono consapevole che bisogna trovare le persone giuste e il momento giusto per realizzarle.

La musica occupa un posto importante nel tuo processo creativo

Adoro la musica e non potrei vivere senza. Creo sempre con la musica. Prediligo quella classica, le colonne sonore di film che hanno sempre una base strumentale, e poi la musica con la quale sono cresciuta, quella degli anni 80, dei gruppi britannici o americani … Pensa che avevo anche considerato di scrivere un biglietto da inserire in ogni borsa: “Questa borsa è stata creata con…” per rendere partecipe la cliente del mio processo creativo.

Che cosa ti auguri dal punto di vista professionale per il tuo futuro?

Mi auguro di crescere e di raccogliere sempre più consensi; io, da parte mia, ce la sto mettendo tutta. E poi è proprio una cosa di cuore: quando spedisco le borse è come se infilassi nel pacchetto un pezzettino di me stessa, quasi a dire: “Ciao, ci sono anch’io, eh?” Sono una romanticona, una sentimentale, anche se in genere non lo esprimo, perché non voglio sembrare troppo smielata. Ma devo riconoscere che c’è tanto di me in tutto quello che faccio. In sintesi, però, posso dire che mi auguro di avere sempre un approccio gioioso con il mio lavoro, un approccio quasi fanciullesco, è fondamentale. E questo perché mi sembra di inviare qualcosa di buono a chi riceve quello che creo. Perché, a parte la forma, il tessuto che hai scelto, la borsa in sé, c’è comunque sempre un messaggio d’amore. Ecco, mi auguro di continuare così.

1 Comment on AmeLÍB, di Barbara Matta: borse come scrigni. Per donne che amano sognare

  1. Progetti molto interessanti. Le borse in tessuto sono l’aggiunta perfetta allo stile femminile. Quelli di lana, quelli di feltro e tanti altri materiali possono avere tantissime fantasie e colori. Ogni donna troverà quello che le si addice meglio.

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